PANE NERO

Una novità che da qualche tempo sta attirando l’attenzione dei consumatori è trovare sul bancone di panifici e pizzerie, pane e pizza neri. Questi alimenti sono ottenuto unendo al tradizionale impasto il carbone vegetale, una polvere nera, sottilissima, inodore e insapore, ottenuta dalla combustione senza fiamma di legname, segatura, gusci e noccioli di frutta. Dopo il riscaldamento il carbone vegetale subisce trattamenti che gli conferiscono una grande capacità assorbente, grazie alla quale ha sempre trovato impiego come integratore alimentare per il trattamento del gonfiore addominale.

Visto che pesantezza, gonfiore, meteorismo e meteorismo risultano molto comuni e spesso legati al consumo di pane e pizza, si è pensato di unire le due cose, per offrire la possibilità alle persone di consumare questi alimenti senza fastidiose controindicazioni. Pizza e pane al carbone sono stati quindi pubblicizzati come alimenti leggeri e digeribili che aiutano a contrastare il gonfiore e fanno bene alla salute…ma è davvero così?

 

Partiamo dal presupposto che il carbone vegetale, come integratore, ha effetto grazie alla presenza di microscopici pori che catturano l’aria nell’intestino. In realtà questo effetto assorbente non è esplicitato solo nei confronti dei gas, ma anche verso liquidi (infatti il carbone vegetale può provocare stipsi), batteri, virus, tossine… tanto è vero che viene addirittura impiegato nel trattamento degli avvelenamenti acuti, per andare a contrastare l’assorbimento della sostanza nociva che è stata ingerita.

Per ottenere questi risultati è necessario assumere l’integratore con una precisa posologia che chiaramente non viene rispettata nella preparazione del pane: si consiglia di aggiungere 10-15 g di carbone vegetale per ogni chilo di farina. Mangiando pane, pizza e prodotti da forno potrei arrivare quindi ad ingerire anche quantitativi importanti di carbone vegetale o d’altra parte assumerne così poco da non ricevere alcun beneficio!

Al di là della possibile inutilità allo scopo di ridurre il gonfiore addominale e ignorando per un momento la possibilità di un consumo eccessivo, c’è da sottolineare che l’assunzione di pane e pizza al carbone non è priva di effetti collaterali, anche in dosi adeguate.

Proprio per la sua grande capacità assorbente il carbone lega sostanze nutrienti, come vitamine e sali minerali impedendone il corretto assorbimento a livello intestinale e creando possibili carenze, per questo è sconsigliato, in particolar modo per i bambini, in gravidanza e durante l’allattamento. Stessa problematica riguarda i farmaci, soprattutto quelli che vanno presi a stomaco pieno e che per forza di cose saranno quindi assunti dopo il pasto: possono perdere di efficacia molte sostanze ad azione farmacologica, dall’anticoncezionale, al salva-vita, ai medicinali che vanno a ridurre il colesterolo o la glicemia o che vengono assunti per problematiche tiroidee.

Non di minore importanza è infine la presenza nel carbone vegetale di benzopirene, sostanza cancerogena che deriva dalla combustione del legno, che ha portato a vietare negli Stati Uniti l’aggiunta del carbone vegetale (E153) ai prodotti da forno.

Attenzione quindi a seguire le mode senza informarsi adeguatamente!

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